Saranagati (abbandonarsi a Dio)

La legge dell’arresa è fondamentale nella ricerca spirituale. Ci chiede di separare le nostre idee della vita centrate su noi stessi e di accettare idee centrate su Dio. Questo non è un segno di debolezza, ma un segno di forza. È il riconoscimento della nostra dipendenza da Dio, sostenuta dalla realizzazione che per costituzione siamo Suoi servitori. In un modo o nell’altro questo è ciò che insegna ogni religione. In certe forme di Buddismo, per esempio, il primo principio è: “Prendo rifugio in Buddha” (buddham saranam gacchami). Notate la parola saranam analoga ai carama-sloka

Nella cristianità troviamo lo stesso principio: “Sia fatta la Tua volontà, non la mia.” (Luca 22.42) Questa è l’essenza della tradizione cristiana. Infatti, la bandiera cristiana che rappresenta tutto il mondo cristiano ha un campo bianco con una croce latina rossa in un angolo blu. Nella cultura occidentale s’intende che una bandiera bianca è un segno di resa e qui, secondo i commentatori cristiani, si fa riferimento alla non violenza di Gesù e alla resa alla volontà di Dio. Di nuovo, questa non è una resa per debolezza – simbolizza forza di propositi e capacità di farsi umili davanti a Dio

Per compassione verso le anime cadute, Sri Krishna Caitanya venne in questo mondo con i Suoi intimi compagni e la Sua divina dimora per insegnare saranagati, la resa a Dio onnipotente, e per distribuire liberamente l’amore estatico di Dio, che comunemente è molto difficile da ottenere. Questo saranagati è la vita del vero devoto. I modi per ottenere saranagati sono l’umiltà, la dedizione, l’accettazione del Signore come unico sostegno, la fede che Krishna sicuramente proteggerà, il compimento di azioni favorevoli alla pura devozione e la rinuncia a comportamenti ad essa contrari. Il giovane figlio di Nanda Maharaja, Sri Krishna, ascolta le preghiere di chiunque prenda rifugio in Lui con questa pratica. Bhaktivinoda mette un filo d’erba tra i denti, si prostra davanti ai due Gosvami, Sri Rupa e Sri Sanatana, e con le mani afferra i loro piedi di loto. “Certamente sono il più caduto degli uomini,” dice loro piangendo, “ma per favore, fate di me il migliore degli uomini insegnandomi i modi di ottenere saranagati.”

L’Esempio di Draupadi

Uno straordinario esempio di arresa spirituale si trova nella moglie dei Pandava, Draupadi, la cui devozione è illustrata nel Mahabharata. Una complessa serie di eventi la portò alla corte dei Kaurava, i cugini malvagi dei Pandava, e il Kaurava Duhsasana tentò di denudarla. Quando tirò con forza il suo sari, Draupadi pregò Sri Krishna, ma mentre pregava si aggrappò al proprio vestito. Questo suo aggrapparsi era il simbolo di una certa esitazione e dimostrava che la sua resa non era totale. Alla fine capì che non avrebbe potuto difendersi più a lungo e lasciò la presa alzando le braccia, abbandonandosi completamente alla volontà di Krishna (“Sia fatta la Tua volontà). 

Appena fece questo, invocando il Suo nome, “un sari senza fine accorse in suo aiuto”. Duhsasana non riuscì a denudarla, perché la stoffa continuava ad apparire per proteggerla. Questo è il modo in cui funziona saranagati. Se ci arrendiamo con riserva otteniamo il risultato proporzionato, ma se diamo tutti noi stessi otteniamo Dio. In verità, i saggi Vaisnava insegnano che per un’anima completamente arresa non c’è motivo di preoccupazione in nessuna circostanza: il Signore Supremo, Sri Krishna, protegge e sostiene tutte le anime arrese dando loro proprio quello di cui hanno bisogno per progredire nella vita spirituale. 

Il devoto sincero non teme di ricevere ciò che gli spetta, in base al suo karma e al suo desiderio, il suo scopo principale è sempre arrendersi a Krishna con tutta l’anima. Questa è l’essenza di saranagati.

Il nostro unico impegno
  Saranagati, l’abbandono a Krishna, è il nostro unico impegno. Il Movimento per la coscienza di Krishna cerca d’insegnare alle persone a non ritenersi indipendenti, cosa non possibile, né a cercare di rendere felice il mondo senza Krishna. Questo non è possibile. Questa è la nostra propaganda. Qualsiasi cosa facciate, prendete rifugio in Krishna, Dio. — 

Lezione di Srila Prabhupada, 
Los Angeles, 9 Febbraio 1969

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